Parquet amore mio

Non c’è che dire se ci cammini sopra scalzo, almeno una volta, lo desidererai per tutta la vita: parliamo di parquet. Sono cresciuta in una casa in cui non c’era il parquet. A casa dei nonni  invece si! Ed è li che devo aver ricevuto l’imprinting. Una sensazione magica che sta a cavallo tra le papere di Konrad Lorenz e lo sguardo dei vampiri di Twilight. Insomma incanto, amore a primo tocco, calore. Elastico, confortevole, esteticamente prezioso, oggi il parquet entra nei miei lavori con una certa prepotenza. Se si vuole dare una marcia in più ad un interno è necessario e forse imprescindibile adoperarlo. Ma quale può essere il parquet giusto? Domanda difficilissima perché le variazioni sul tema sono numerose. Certamente incide il gusto personale nella scelta, ma prima ancora ci sono la tecnica, l’economia e la funzione. Proverò a spiegarvi perché, muovendomi tra le categorie più importanti che ruotano intorno al tema del parquet.

I tipi
Il primo spartiacque che si incontra nella scelta di un parquet è quello tra parquet massello e parquet prefinito. Il parquet massello è quello realizzato completamente di legno pieno, ha generalmente uno spessore che supera 1,5 cm, è maschiato sui lati. È venduto e posato grezzo e riceve tutte le finiture - verniciatura, ceratura, oliatura, levigatura e lucidatura - una volta posato.  Lo puoi posare se le quote di progetto consentono di inserire questo spessore (o se il tuo architetto ha verificato che le quote lo consentono); puoi finirlo nella coloritura che ritieni più opportuna (quindi se sei di gusti difficili puoi essere accontentato); potrai levigarlo tutte le volte che vorrai nel corso della vita (o quasi); infine puoi posarlo se sei pronto ad affrontare una spesa significativa: trattandosi di materiale pieno, il costo è decisamente importante e secondo solo ai parquet antichi.

Casa Cos @Fattoreq
Il parquet prefinito invece è il un prodotto multistrato perché composto non da un unico foglio di legno massello ma da più strati: uno con incastri sui fianchi, chiamato supporto, composto da lamelle di legno dolce e povero, di solito in abete o in betulla che serve a dare struttura ed un altro, quello superiore a vista, in legno nobile con uno spessore che va dai 2,5 ai 5 millimetri. Una volta posato non bisogna fare nient’altro. Pertanto colore e finitura vanno scelti da campionario (in particolare colore del materiale, finitura superficiale, colore degli stucchi adoperati per i nodi). E’ in assoluto il prodotto maggiormente adoperato al momento. Occhio quindi allo spessore (quindi alle quote di progetto), allo spessore di legno nobile (in base al quale avrete eventualmente la possibilità di levigarlo almeno una volta) e alla qualità del supporto. Ce n’è davvero per tutti i gusti e le tasche. Si tratta di parquet piuttosto tecnologici perché appunto bilanciati e termotrattati. Diciamo che senza troppa difficoltà potete anche metterli nel bagno, magari in quello della vostra camera da letto. 

I sostituti (ciò che non è davvero parquet)
Architetto buongiorno, ho visto due parquet che costano poco secondo lei mi devo fidare? …Salve, si ora le spiego bene di che si tratta: uno è parquet industriale, l’altro è laminato.

Il parquet industriale
È una tipologia di parquet che negli ultimi anni ha avuto un forte diffusione grazie al suo aspetto divertente a al suo costo decisamente ridotto, in quanto costituito dagli scarti del legno di altre lavorazioni e delle parti meno pregiate dei legnami. E’ un parquet composto da listelli spessi dai 10 ai 22 m, anche di specie legnose diverse, che sono disposti in quadrotte. E’ ottimo per gli uffici, ha una buona resistenza e il suo disegno patchwork maschera bene eventuali imperfezioni. A me personalmente mette allegria!

Il parquet laminato
È in realtà un “finto parquet”, molto comune negli ambienti soggetti a calpestio intenso come uffici, negozi e locali pubblici. Se ci siete cascati non fatevene una colpa: alcuni laminati sono molto realistici! È formato da un cuore in fibre di legno e in leganti resinosi, rivestito da una lamina stampata che riproduce fedelmente l'aspetto di vari legni. A coprirlo una pellicola trasparente chiamata overlay a base di resine melaminiche e di ossido di alluminio, che protegge il pavimento dalle abrasioni e lo rende più resistente all'usura. Quando usarlo? uffici; negozi; situazioni residenziali particolari come airBB o similari; situazioni residenziali in cui si opta per il restyling; situazioni in cui il budget e il tempo sono risicati.

I disegni di posa 
Casa Mag @FattoreQ
A seconda della dimensione le liste di parquet possono essere posate seguendo diversi schemi. Si tratta di uno degli aspetti più significativi, perché a volte si può scegliere un materiale di buona qualità (non il top gamma), posabile in modo più creativo ottenendo un risultato stupefacente. Inoltre qualcosa è cambiato: fino a poco tempo fa c’era gente che inorridiva davanti a meravigliosi parquet a spina di pesce, chiedendone la demolizione e posando listoni ben più anonimi. Se infatti negli ultimi dieci anni il listone posato a “correre” era la soluzione più richiesta e adottata, oggi sono tornati di moda (finalmente si può dire)  motivi a spina di pesce o ungherese, motivi cassettonati e fantasie ancora più bizzarre. Facciamo un ripasso:

Posa a correre
I singoli elementi, anche di differente dimensione, sono disposti nel senso della lunghezza, in modo che le giunzioni di testa risultino irregolari e variate l’una rispetto all’altra.

Posa a cassettoni
Le singole liste sono assemblate in modo da formare un quadrato e quindi posate.

Posa a spina di pesce
Gli elementi sono disposti in file parallele a 90° una dall’altra, in modo che la testa di uno si unisca al fianco dell’altro.

A spina ungherese
I singoli listelli hanno i due lati corti tagliati con un’inclinazione di 45° o 60° rispetto a quelli lunghi. La modalità di posa è simile a quella della spina di pesce.

Per scegliere quello giusto è indispensabile valutare la dimensione e l’illuminazione dell’ambiente e - importante - la percorrenza e l’apertura delle porte: la percezione dello spazio è infatti migliore se il percorso si snoda nel senso della lunghezza degli elementi o se la direzione del parquet è ortogonale alla soglia della porta.




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